Santuario della Madonna della Sughera

santuario della madonna della sughera tolfa

Agli inizi del XVI Secolo, a Tolfa, fù costruita la Chiesa della Madonna della Sughera, in omaggio alla Vergine Maria. Si narra che 1 novembre 1501 durante la celebrazione degli Ognissanti, due cacciatori durante la camminata nei boschi tolfetani, s’ imbatterono nel ritrovamento di una sacra immagine raffigurante la Madonna con il figlio Gesù, posta tra i rami di una pianta di sughero. Giunta l’ incredibile notizia all’ allora sacerdote Don Astanio Astori, si decise di porre la Pia Immagine in un luogo sicuro ed accogliente, la Chiesa della Misericordia, trasportandola dal posto in cui era stata trovata fino al paese con una somma e grandiosa celebrazione. La stessa notte la Sacra raffigurazione sparì, per poi essere successivamente rinvenuta nel bosco sulla medesima pianta di sughero nulla quale era stata trovata dai due cacciatori il giorno precedente, ovviamente, questo chiaro segno divino, voleva far capire che il luogo in cui la Santissima Maria chiedeva essere adorata, era proprio quello, da qui fu attuata la decisione di costruire una chiesa includendo la pianta di sughero.

La costruzione della prima chiesa con adiacente convento, fu eseguita da Agostino Chigi, appaltatore delle Miniere di Allume tolfetane, allora proprietà dello Stato Pontificio, successivamente la gestione venne attribuita ai Padri Agostiniani chiamati dal vicino Convento della Santissima Trinità. Al termine dei lavori per la costruzione nel 1524 circa, la Chiesa della Madonna della Sughera si presentava composta del solo Cappellone, mentre inseguito, attorno al 1560, venne realizzata una chiesa attigua, di ordine Ionico, costituita da dieci altari: quattro erano costruiti su ciascun lato e due altari erano situati frontalmente all’ ingresso.

Nel 1779, durante il saccheggio delle forze armate militari francesi, il santuario subì irreparabili danni, che portarono alla totale ricostruzione; il compito venne assegnato all’ Architetto Tommaso Polidori, laico cappuccino. La nuova costruzione mantenne intatto lo stile Ionico e l’ ampiezza dell’ antica chiesa, modificando solo il numero degli altari che scese a tre per lato posti in cappelle interiori comunicanti tra loro. Da sinistra, il primo altare venne innalzato in onore a Sant’ Anna la cui raffigurazione è di creatore sconosciuto e fu ceduto dal Convento di Bracciano in cambio del Crocifisso ligneo posto sul tabernacolo della Vergine Maria; il secondo altare fu un omaggio a Sant’ Agostino vescovo, dottore e patriarca dell’ Ordine Eremitano, il cui dipinto è stato eseguito dal Gagliardi; il terzo è dedicato a San Giob, al quale appartiene una tela eseguita da Paolo Marianecci. Sul lato destro troviamo la cappella realizzata in omaggio a San Nicolò da Tolentino e l’ opera è di Egidio Bonizi; di seguito è situata la cappella dedicata a Santa Rita, nella quale è posta l’ opera del Capalti ed infine troviamo la cappella costruita in onore di San Tommaso, la quale è arricchita dal dipinto del Gagliardi. Centralmente l’ attenzione è catturata da un’ immagine raffigurante l’ Assunzione in Cielo di Maria, creazione del Maccarini. Il Santuario di Santa Maria della Sughera è stata realizzata a volta, molto ampia nel complesso, una struttura armonica dalle linee proporzionali e  eufoniche. Tutte queste caratteristiche, sono giunte ad oggi intatte del fascino della storia che hanno vissuto.

chiesa di santa maria della sughera